Premio Pitagora, Crotone celebra il neorettore dell'Unical Gianluigi Greco
Consegnato il "Pitagora d'argento", la scultura realizzata dai maestri orafi Michele e Antonio Affidato. Riconoscimento anche per Berardino Sciunzi e Georg Gottlob

CROTONE La città è tornata a essere centro del sapere accademico con la cerimonia di conferimento del “Premio Pitagora Crotone 2026” che si è svolta presso i Giardini di Pitagora nella mattinata del 12 gennaio scorso. Il prestigioso riconoscimento è promosso dal Consorzio Jobel presieduto da Santo Vazzano, in collaborazione con l’Università della Calabria e l’Unione Matematica Italiana e si conferma come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama scientifico nazionale e internazionale.
Si tratta di un evento capace di coniugare rigore accademico, visione umanistica e valorizzazione delle eccellenze, accogliendo a Crotone autorevoli personalità del mondo della matematica e dell’informatica teorica. Protagonista dell’edizione 2026 è stato Gianluigi Greco, magnifico rettore dell’Università della Calabria, insignito del premio quale riconoscimento per l’eccellenza del suo percorso accademico e per il contributo offerto allo sviluppo della ricerca scientifica e della formazione universitaria.

Accanto a lui, tra le figure di spicco intervenute, anche Berardino Sciunzi, studioso di primo piano nel proprio ambito di ricerca, la cui presenza ha ulteriormente arricchito il valore scientifico della manifestazione. Momento centrale della giornata è stata la lectio magistralis del professor Georg Gottlob, unanimemente considerato una delle menti più influenti a livello mondiale nel campo dell’informatica teorica e della matematica applicata. Docente presso l’Università di Oxford e la Technische Universität Wien (TU Wien), Gottlob vanta una carriera caratterizzata con centinaia di pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche internazionali. Ad entrambi è stato consegnato un bassorilievo in argento raffigurante Pitagora.
«Il premio è tradizionalmente destinato ai giovani, ma per il Premio Pitagora 2025 abbiamo deciso di fare un’eccezione, riconoscendo il valore del più giovane rettore d’Italia - ha spiegato Santo Vazzano - In Gianluigi Greco riponiamo grandi aspettative: riteniamo che sia la figura giusta per innalzare il livello della cultura e della conoscenza nella nostra regione».

«Pitagora è colui che ha posto le fondamenta della nostra stessa essenza - ha dichiarato il professor Greco - Ricevere questo riconoscimento nella sua terra rappresenta per me e per l’Università della Calabria un motivo di profondo onore, rafforzando un legame che sentiamo ogni giorno più stretto con questo territorio».
A suggellare simbolicamente il valore del riconoscimento è il “Pitagora d’argento”, prestigiosa scultura realizzata dai maestri orafi Michele e Antonio Affidato. Un’opera che va oltre il valore artistico, assumendo un significato identitario profondo, legato alla storia e alla cultura del territorio. La scultura nasce nel 2015 nel laboratorio di Michele Affidato, da un’idea maturata nel tempo e ispirata alla figura di Pitagora così come raffigurata da Raffaello Sanzio nella celebre Scuola di Atene, custodita nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani.

Da quella suggestione prende forma una rappresentazione scultorea essenziale e potente, che restituisce al filosofo la sua centralità storica e simbolica, profondamente connessa all’antica Kroton. Il «Pitagora d’argento» si inserisce in un percorso che Michele e Antonio Affidato portano avanti ormai da anni: un lavoro costante di ricerca e reinterpretazione dei simboli fondativi dei territori calabresi, non solo della sua città natale, ma dell’intera regione. Un’operazione culturale che mira a rafforzare il senso di appartenenza e a restituire dignità visiva e simbolica alla storia della Calabria, attraverso opere capaci di dialogare con il presente.

«Prima ancora di essere un premio o un simbolo - ha spiegato Antonio Affidato -, Pitagora rappresenta una delle figure identitarie più importanti per questa città e per questo territorio, ma anche per una dimensione culturale che va ben oltre i confini locali. È un richiamo alla memoria storica e alla memoria scientifica e, in questo contesto, l’opera doveva essere anche un tributo: un omaggio alla memoria artistica e alla grande tradizione figurativa. Il Pitagora d’argento è infatti anche un omaggio a uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia espresso, Raffaello Sanzio. La figura di Pitagora, così come Raffaello l’ha concepita nella Scuola di Atene, viene qui restituita in una dimensione tridimensionale, scultorea e figurativa».

