Crotone non è una provincia per "vecchi": servizi e welfare in affanno
L'indagine Sole 24 Ore relega Crotone al 103° posto per gli over 65. Mancano assistenza e mobilità, ma la rete sociale e familiare compensa le gravi carenze pubbliche
CROTONE L'indagine sulla qualità della vita degli anziani realizzata dal Sole 24 Ore - Lab24 restituisce un'immagine chiara della condizione della popolazione over 65 nella provincia di Crotone.
Con il 103° posto su 107° complessivi nella graduatoria nazionale, il territorio si colloca tra gli ultimi in Italia, evidenziando ritardi significativi soprattutto nei servizi socio-sanitari, nell'assistenza territoriale e nelle politiche dedicate all'invecchiamento attivo.
Dopo l'analisi dedicata ai bambini e quella relativa ai giovani, anche l'indagine sugli anziani restituisce l'immagine di una provincia che attraversa difficoltà strutturali lungo l'intero ciclo della vita. Per gli over 65, le criticità si concentrano soprattutto nell'assistenza territoriale, nei servizi sociali, nella mobilità dedicata e nella disponibilità di strutture residenziali .
Allo stesso tempo, alcuni indicatori — come la presenza di geriatri superiore alla media— mostrano che esistono basi sulle quali costruire politiche di miglioramento.
L'elemento più preoccupante resta però l'assenza di una rete di assistenza domiciliare e di servizi di prossimità adeguati. In una provincia segnata dall'invecchiamento della popolazione e dall'emigrazione di molti giovani, investire nell'assistenza agli anziani non rappresenta soltanto una scelta di welfare, ma una priorità strategica per la qualità della vita dell'intera comunità.
Le fragilità del sistema: sei indicatori che raccontano una provincia in affanno
1. Assistenza domiciliare: un servizio praticamente assente
Il dato più allarmante riguarda l'assistenza domiciliare agli anziani, dove la provincia di Crotone occupa l'ultimo posto della graduatoria (107°).
La spesa pubblica destinata a questo servizio risulta pari a zero euro per abitante con più di 65 anni, a fronte di una media nazionale di 31 euro.Un dato più che preoccupante.
L'assistenza domiciliare rappresenta oggi uno degli strumenti fondamentali per consentire agli anziani non autosufficienti di continuare a vivere nella propria abitazione, riducendo ricoveri ospedalieri e istituzionalizzazione. La sua pressoché totale assenza evidenzia una grave carenza del sistema territoriale.
Il problema assume una dimensione ancora più rilevante in una provincia come quella crotonese, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una forte emigrazione giovanile. Sempre più anziani vivono infatti soli o con reti familiari ridotte, rendendo indispensabile un sistema di assistenza pubblica capillare e continuativo.
2. Mobilità negata: il trasporto per anziani e disabili
Un'altra criticità riguarda il servizio di trasporto dedicato ad anziani e persone con disabilità.
Anche in questo caso la provincia si colloca nelle ultime posizioni nazionali (104° posto). La spesa pubblica è pari ad appena 0,2 euro per abitante over 65, contro una media italiana di 7,5 euro.
Il dato non rappresenta soltanto una differenza contabile, ma misura concretamente la possibilità per una persona fragile di raggiungere un ospedale, un ambulatorio, un centro di riabilitazione o semplicemente un ufficio pubblico.
I collegamenti sono spesso limitati e per la popolazione più anziana, la mancanza di servizi di trasporto dedicati rischia di trasformarsi in un fattore di esclusione sociale e oltre che sanitaria.
3. Servizi sociali comunali: un sistema locale ancora debole
Anche l'indicatore relativo ai servizi sociali comunali conferma le difficoltà del sistema territoriale.
La spesa destinata agli interventi sociali per gli anziani è pari a 2 euro per residente over 65, mentre la media nazionale raggiunge 10,1 euro. La provincia di Crotone occupa così il 104° posto.
Si tratta di un dato che evidenzia una limitata capacità di risposta ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione.
I servizi sociali comunali rappresentano infatti il primo presidio di prossimità per sostenere anziani soli, famiglie in difficoltà e persone non autosufficienti.
E’ evidente che una dotazione economica così ridotta rende più complessa ogni programmazione di interventi continuativi e non contribuisce a costruire una rete di protezione sociale realmente efficace.
4. Partecipazione civile: il rischio dell'isolamento
Il dato misura il livello di coinvolgimento degli anziani nella vita associativa, culturale e comunitaria.
Tra gli indicatori più significativi figura anche quello relativo alla partecipazione civile, dove Crotone si colloca ancora una volta all'ultimo posto della graduatoria nazionale (107°).
Una partecipazione così bassa è necessariamente il risultato di molteplici fattori: scarsità di luoghi di aggregazione, difficoltà negli spostamenti, limitata offerta di iniziative dedicate.
Il rischio isolamento che accompagna l'avanzare dell'età, va in controtendenza con le strategie per la promozione dell'invecchiamento attivo che è oggi uno degli obiettivi strategici delle politiche europee, perché favorisce salute, autonomia e relazioni sociali. In questo ambito la provincia di Crotone appare nettamente distante dagli standard nazionali.
5. Sanità territoriale: pochi specialisti e personale insufficiente
L'indagine mette in evidenza anche alcune fragilità dell'offerta sanitaria.
Per quanto riguarda i medici specialisti, la provincia occupa il 94° posto, con 23,4 professionisti ogni 10.000 abitanti, contro una media nazionale di 31,1. Anche il numero degli infermieri risulta inferiore alla media italiana: 74,8 ogni 10.000 abitanti, rispetto ai 90,6 registrati a livello nazionale, collocando Crotone al 90° posto.
Questi numeri si traducono spesso in tempi di attesa più lunghi, maggiore difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e un carico crescente sui servizi ospedalieri.
Per una popolazione anziana, che necessita di controlli periodici e di una presa in carico continuativa, la disponibilità di personale sanitario rappresenta uno degli elementi essenziali per garantire qualità della vita.
6. Rsa: una disponibilità di posti letto largamente insufficiente
A completare il quadro emerge la situazione delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa).
La provincia di Crotone dispone di 7,4 posti letto, contro una media nazionale di ben 19 posti, collocandosi all'81° posto della graduatoria.
In termini pratici, la disponibilità risulta inferiore di oltre il 60% rispetto al dato medio italiano.
Le Rsa rappresentano una risposta indispensabile per gli anziani non autosufficienti che non possono essere assistiti adeguatamente a domicilio. Una disponibilità così limitata rischia di aumentare il peso dell'assistenza sulle famiglie e di rendere più difficile la presa in carico delle situazioni di maggiore fragilità.
Nel loro insieme, questi sei indicatori delineano un quadro coerente: la principale criticità della provincia di Crotone non riguarda tanto le condizioni ambientali o il contesto urbano, quanto la debolezza della rete dei servizi destinati alla popolazione anziana. È proprio sul rafforzamento dell'assistenza territoriale, della sanità di prossimità e delle politiche di inclusione sociale che si gioca la sfida dei prossimi anni.
I punti di forza: le risorse su cui costruire una strategia per l'invecchiamento attivo
Se le criticità delineano una rete di servizi ancora insufficiente ad accompagnare l'invecchiamento della popolazione, l'indagine del Sole 24 Ore - Lab24 evidenzia anche alcuni elementi positivi che consentono di guardare oltre la semplice lettura della classifica.
Un ambiente più vivibile
Tra i risultati migliori spicca il 25° posto nazionale per esposizione all'inquinamento acustico.
Una buona presenza di geriatri
Con 4 geriatri ogni 10.000 residenti over 65, a fronte di una media nazionale di 3,2, la provincia di Crotone si colloca al 31° posto.
È un risultato che dimostra come, almeno in questo settore specialistico, il territorio disponga di professionalità superiori alla media italiana. Una risorsa importante sulla quale costruire un rafforzamento della medicina territoriale.
Il valore del commercio di prossimità
La provincia ottiene un buon risultato anche nell'accessibilità ai servizi commerciali.
Con il 39° posto nazionale, una quota significativa di cittadini con più di 70 anni può raggiungere negozi e attività commerciali essenziali nell'arco di quindici minuti a piedi.
Alcuni Indicatori sanitari da leggere con prudenza.
Tra gli aspetti positivi emerge anche il consumo relativamente contenuto di farmaci.
Infatti per i medicinali destinati alle patologie croniche la provincia occupa il 37° posto, mentre per quelli utilizzati nel trattamento della depressione raggiunge il 21° posto nazionale, con valori inferiori alla media italiana.
Questi dati possono riflettere una minore diffusione di alcune patologie oppure la solidità delle reti familiari e relazionali, ma potrebbero essere influenzati anche da differenti modalità di diagnosi e prescrizione. Si tratta quindi di indicatori incoraggianti, ma che richiedono ulteriori approfondimenti.
L'indagine del Sole 24 Ore - Lab24 restituisce un'immagine complessa della provincia di Crotone, nella quale convivono risorse sociali e criticità istituzionali. L'aspetto forse più significativo che emerge dalla lettura dei dati è la diversa natura degli indicatori migliori e di quelli peggiori.
I risultati più positivi sono legati a caratteristiche proprie del territorio e della sua comunità: la qualità dell'ambiente, la rete delle relazioni familiari, il commercio di prossimità e alcuni elementi del capitale sociale.
Al contrario, gli indicatori che collocano la provincia nelle ultime posizioni della classifica riguardano quasi esclusivamente i servizi pubblici e le politiche di welfare, ossia gli ambiti che dipendono dalla capacità di programmazione, organizzazione e investimento delle istituzioni.
Ne deriva un quadro nel quale, ancora una volta, è la comunità a farsi carico di compensare le carenze del sistema pubblico. Le famiglie, il volontariato, il vicinato e le associazioni di solidarietà continuano a rappresentare un presidio fondamentale, supplendo spesso a servizi che dovrebbero essere garantiti in modo strutturale.
L'analisi delle graduatorie del Sole 24 Ore dedicate a bambini, giovani e anziani
L'analisi delle tre graduatorie del Sole 24 Ore restituisce un messaggio unitario.
La provincia di Crotone manifesta criticità che attraversano tutte le fasi della vita: servizi educativi e opportunità limitate per i bambini, difficoltà occupazionali e prospettive ridotte per i giovani, insufficienza dell'assistenza per gli anziani.
Ne emerge il ritratto di un territorio nel quale le fragilità non sono episodiche, ma strutturali. Proprio per questo le politiche pubbliche devono poter uscire dagli interventi emergenziali, programmando una strategia di lungo periodo capace di accompagnare i cittadini lungo tutto il ciclo della vita, con un modello di sviluppo che metta al centro la persona, in ogni stagione della vita.




