L'arte bianca
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo integralmente una riflessione dell'imprenditore Cesere Spanò, in qualità di presidente del comitato “Centro storico Krotone” in merito all'aggressione subità in settimana dal cardiologo dell'ospedale “San Giovanni di Dio”.

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L’aggressione al dottor Sulla, professionista stimato e presente da anni sul nostro territorio, rappresenta un episodio che non può lasciarci indifferenti. La violenza va sempre condannata con fermezza, senza alcuna giustificazione. in tal senso, un grande ringraziamento, soprattutto come Presidente del Centro Storico, va alle forze dell’ordine – tutte – che stanno facendo un grande lavoro, garantendo un presidio di legalità tangibile e il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti, grazie soprattutto al coordinamento puntuale del Prefetto.

Allo stesso tempo, questo fatto invita tutti noi a una riflessione più ampia sulle condizioni in cui oggi operano i sanitari e sul clima che circonda il tema della salute pubblica. 

La sanità non dovrebbe diventare terreno di scontro politico o oggetto di cambiamenti di rotta legati alle convenienze del momento. Le persone cambiano, le amministrazioni si alternano, ma i problemi strutturali restano e meritano analisi serie e soluzioni durature, orientate davvero al bene collettivo.

Un primo nodo riguarda l’ospedale San Giovanni di Dio. Da tempo si susseguono annunci sull’apertura della sala di Emodinamica tutta la comunità spera che presto finalmente questa struttura diventi realtà. 

Sono convinto che il dott. Graziano, al quale va il mio benvenuto, grazie alla sua grande esperienza saprà fronteggiare, insieme al dott.ssa Tripodi, alla dott. Rossi e al dott. Cosentino, questa annosa vicenda che avrà ricadute positive su tutta la cittadinanza.

Ma anche il pronto soccorso, pur migliorato negli spazi, soffre di una carenza di personale medico che ne limita l’efficacia. Attrattività, riconoscimento professionale e programmazione non possono ridursi a una questione economica: servono visione e rispetto per chi da anni lavora con dedizione sul territorio.

Un altro aspetto centrale è la medicina territoriale. Se ben organizzata, potrebbe ridurre in modo significativo l’afflusso improprio al pronto soccorso, garantendo risposte più adeguate ai bisogni quotidiani dei cittadini. 

Oggi, però, i medici di famiglia si trovano spesso stretti tra vincoli burocratici e richieste crescenti di efficienza. Esistono giovani professionisti preparati e motivati, ma senza un contesto che li sostenga il rischio è quello di alimentare frustrazione e disaffezione. La sanità è fatta di persone: professionisti sul campo e management devono dialogare, non procedere su binari separati.

Meritano attenzione anche quelle che potremmo definire patologie “invisibili”, in particolare il disagio psicologico che colpisce molti giovani, esposti a pressioni sociali e aspettative sempre più alte.

 Rafforzare la rete di supporto psicologico e sociosanitario dovrebbe essere una priorità concreta, non solo un principio astratto.

In questo quadro, il ruolo delle istituzioni locali è fondamentale. Anche i sindaci, nel loro mandato, hanno responsabilità sanitarie: possono proporre, sollecitare, vigilare, farsi portavoce dei bisogni reali della comunità. Non si tratta di scaricare colpe, ma di assumere un impegno condiviso, proprio come indica la chiamata alla responsabilità della Conferenza dei sindaci.

Forse questa vicenda dolorosa può diventare un’occasione per riaprire un confronto serio e partecipato sulla sanità che vogliamo: una sanità che metta al centro le persone – pazienti e operatori – e che costruisca soluzioni con continuità, competenza e ascolto. Solo così si potrà restituire fiducia a chi cura e a chi ha bisogno di essere curato.

Ognuno deve continuare a dare il proprio contributo, la sanità é interesse e bene comune per il quale si deve - necessariamente - lavorare insieme.
Cesare Spanò Presidente Comitato Centro Storico Krotone

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