Scacco al business dei permessi di soggiorno: 93 indagati a Isola (NOMI)
L'operazione della Polizia di Stato ha smantellato un sistema di false ospitalità per ottenere soggiorni irregolari dietro pagamento: coinvolti italiani e intermediari

CROTONE Un castello di carte fatto di residenze fittizie, alloggi fatiscenti e dichiarazioni compiacenti, costruito per aggirare le leggi sull'immigrazione. La Polizia di Stato di Crotone ha inferto un colpo durissimo a un'organizzazione dedita al favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello Stato, notificando ben 93 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Di questi 25 sono cittadini residenti nei comuni di Isola Capo Rizzuto e di Crotone.
I particolari dell'inchiesta sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi enlla sala briefing della Questura di Crotone con il questore Renato Panvino e i dirigenti delle divisioni che hanno partecipato alle indagini: Salvatore Costantino Belvedere (Mobile), Luigi Vessio (Anticrimine) e Lorenzo Manna (Immigrazione).
L’indagine, denominata “operazione welcome” e coordinata dal procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, ha svelato un lucroso sistema radicato nel comune di Isola di Capo Rizzuto. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e dall’Ufficio Immigrazione, decine di cittadini extracomunitari pagavano cospicue somme di denaro (tra le 200 e le 900 euro) a residenti locali e intermediari per ottenere certificazioni di ospitalità false. Documenti necessari per richiedere il rilascio di permessi di soggiorno o istanze di protezione internazionale presso la Questura pitagorica, nota per la rapidità burocratica nell’iter dei titoli provvisori.
Alloggi fantasma e controlli incrociati
Il questore di Crotone, Renato Panvino, ha schierato un imponente dispositivo di controllo che per mesi ha setacciato il territorio. Gli agenti hanno effettuato centinaia di sopralluoghi presso i domicili dichiarati, scoprendo una realtà desolante: molte delle abitazioni indicate non solo erano vuote, ma in diversi casi risultavano strutturalmente inidonee a ospitare esseri umani o addirittura inesistenti.
L'incrocio dei dati tra le istanze presentate allo sportello e le verifiche anagrafiche ha confermato il sospetto degli inquirenti: la maggior parte dei richiedenti non aveva mai messo piede nel Crotonese, vivendo stabilmente in altre regioni d’Italia o all’estero.
La rete dei complici
Il ruolo chiave era ricoperto da una "rete solida" composta da intermediari stranieri – residenti da anni in Italia – e cittadini di Isola di Capo Rizzuto, inclusi diversi proprietari immobiliari. A 26 degli indagati è contestato il reato di favoreggiamento della permanenza illegale, mentre per tutti i 93 soggetti coinvolti l’accusa è di falsità ideologica per aver indotto in errore il Pubblico Ufficiale.
Oltre ai risvolti penali, l’operazione ha avuto immediate conseguenze amministrative: la Divisione Anticrimine ha già emesso 16 avvisi orali, mentre l’Ufficio Immigrazione ha proceduto al rimpatrio di 24 cittadini stranieri considerati pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica.
L’inchiesta, supportata anche dal Reparto Prevenzione Crimine e dal Reparto Volo di Reggio Calabria, resta nella fase delle indagini preliminari, ma segna un punto di svolta nel contrasto allo sfruttamento dei flussi migratori nella provincia crotonese.
I nomi degli indagati
- SINGH Kawaljit;
- SINGH Surinder;
- SINGH Vikram;
- FIORELLO Francesca;
- ZANGARI Giancarlo;
- SINGH Surjit;
- KUMAR RAJNEESH
- ROCCA Filomena
- ZAIGHAM ZAIGHAM
- PARVAIZ PARVAIZ
- HASAN KAMRUL
- ILYAS SHAHID
- SAEED Usama
- HAFEEZ Ullah
- SINGH Gurpreet (alias GOPI)
- PULLANO Franca
- RAHMAN SAZIDUR
- ISLAM MD ROKIFUL
- HASSAN Waleed
- LOPRETE Nicola
- KUMAR AJAY
- HOSSIN MD NAZMUL
- RAHMAN SHAH MIZANUR
- LOPRETE Salvatore
- MIAH MOSHAHID
- MIA ARIF
- MUNAWAR MUDASAR
- RUGGIERO Ornella
- QASIM ISRAR
- TALLARICO Luigi Mario
- MANISH Kumar
- MOLLAH ABU SAIF
- SINGH JAGJEET
- RANIERI Maria
- RASOOL Akhtar
- HOSSAIN AYUB
- RISHI PAL RISHI PAL
- TALLARICO Francesco
- TUNZIL UR REHMAN
- ISLAM AZHARUL
- ALI ZEESHAN
- RAZA MASOOD
- ASADUR RAHMAN ALBIR
- SHER ALI’
- ISLAM AMINUL
- BIPUL MAMUNUR RAHMAN
- ISLAM HAMIDUL
- MADURI Giuseppe
- DITTA PIRAN
- AALAM Toffik
- SERIO Luigi
- SAYAL SAGOR
- MUNSHI MARUF
- MD SYMON
- HASAN JAHID
- ROCCA Concettina
- HOSSAIN ZAKIR
- BRUNO Antonio
- KUMAR NARENDER
- FAISAL IMRAN
- COSENTINO Domenico
- MIAH Foysol
- AHMED MOHAMMAD BADUL
- KHALASI MD MAHABUB
- HOSSAIN IBRAHIM
- COSENTINO Antonio
- MILON MD SHOHAG
- MONDAL MANAB
- ROY BIKASH
- MALLICK DIPAK
- FARUK OMAR
- ISLAM JAHIRUL
- HOSSAIN MD
- VITTIMBERGA FERRARO Giuseppe
- GUPTA DHARMINDER
- SANDHAR SIMRANJIT SING
- MARCHIO Serafino
- RAHMA MDMIJANOR
- HOSSAIN SHAH PARAN
- DEMECO Patrizia
- SINGH ARSHDEEP
- AZAM MUHAMMAD KAMRAN
- SINGH LAKHWINDER
- MORRONE Giulio
- ANIKET ANIKET
- KUMAR AJAY
- MORRONE Luigi
- AMARPREET AMARPREET
- SHARMA Ankit
- GERACE Domenico
- SHEHATA ABANOUB Jamil
- GERACE Maria Antonietta

Ferro: «Decisivo l'impegno del governo nel contrasto all'immigrazione clandestina»
«Rivolgo le mie congratulazioni alla Polizia di Stato di Crotone per la brillante operazione “Welcome”, che ancora una volta ha consentito di colpire una vasta rete dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e alla falsificazione delle procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno». Così la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro (Fdi).
«Un ringraziamento particolare - aggiunge - va al questore di Crotone, Renato Panvino, agli investigatori e a tutto il personale della Polizia di Stato, impegnati in un'attività complessa e articolata, coordinata dalla Procura diretta dal procuratore Domenico Guarascio, che ha interessato più province italiane, portando alla notifica di 93 provvedimenti di avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di soggetti stranieri e cittadini italiani».
Secondo Ferro, «questa importante operazione conferma quanto sia decisivo l'impegno del Governo Meloni nel contrasto all'immigrazione clandestina e a quel sistema criminale che troppo spesso prospera attorno a quello si conferma come un vero e proprio business dell'accoglienza indiscriminata, sfruttando il bisogno e la fragilità di persone straniere per alimentare consistenti interessi economici illeciti».
Siulp: «Stroncato vergognoso business dell'accoglienza illecita»
«Operazioni di altissimo impatto come questa dimostrano la forza di uno Stato che non si piega di fronte a coloro che sfruttano le disgrazie altrui, attuando una vera e propria tratta di esseri umani. Avvilente». Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico.
«Plauso a tutti i nostri colleghi di Crotone, dal questore Renato Panvino a tutti i colleghi che hanno partecipato a questa importantissima e delicatissima attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica, guidata da Domenico Guarascio. L'alto numero di provincie interessate dalle indagini, che abbracciano tutto il territorio italiano, è la chiara dimostrazione dell'imponenza di questa brillante operazione ma anche della vastità delle organizzazioni criminali che sfruttano queste persone a fini di lucro».
«Un'indagine - continua Romano - che diventa ancora più importante perché portata a termine nonostante le gravi difficoltà dovute alla carenza di organici che non sempre consente di poter opporre le giuste risposte alle attività criminali che lucrano sulla tratta degli esseri umani. Ecco perché nel ribadire il plauso ai colleghi di Crotone e a quanti hanno contribuito a tale operazione, rinnoviamo l'appello a fornire adeguate risposte sul fronte del rinforzo di organici e strumenti che consentano alla Polizia di Stato di poter dispiegare risposte sempre più efficaci contro chi, in modo così subdolo, pensa di arricchirsi sulle disgrazie umane».




