Petilia, bufera sulla petizione Pd. Il sindaco: «La mia firma è falsa»
L'Amministrazione riscontra gravi irregolarità e firme apocrife o di minorenni nella raccolta firme del Partito democratico sulla viabilità a San Francesco
PETILIA POLICASTRO «Gravi criticità» e presunte irregolarità scuotono il dibattito politico a Petilia Policastro. Al centro della bufera c'è una petizione popolare incentrata sulla viabilità del quartiere San Francesco, pervenuta al protocollo generale dell’Ente in data 1 luglio 2026 e promossa dal responsabile locale del Partito Democratico ed ex amministratore dell’Ente per due consiliature consecutive. L’Amministrazione comunale, a seguito di un’attenta verifica degli atti, ha riscontrato numerose anomalie formali e sostanziali nella raccolta delle sottoscrizioni, ritenendo necessario fornire un chiarimento puntuale alla cittadinanza.
Le anomalie riscontrate nella raccolta firme
Secondo quanto reso noto dall'Amministrazione, in diversi casi le firme risultano prive degli elementi essenziali richiesti dalla normativa vigente: mancano infatti l’indicazione del luogo di nascita, della residenza e gli estremi del documento di riconoscimento. Sono stati inoltre rinvenuti nominativi senza firma, firme incomplete e sottoscrizioni prive della data di nascita. Ad allarmare ulteriormente la giunta è la presenza tra i firmatari di soggetti minorenni – con date di nascita risalenti al 2009 e al 2011 – oltre a persone non residenti nel quartiere San Francesco, l'area direttamente interessata dalla richiesta.
La circostanza ancora più grave, tuttavia, riguarderebbe l'inserimento del nominativo del sindaco tra i sottoscrittori, con una firma che lo stesso disconosce formalmente.
La reazione del Sindaco Simone Saporito
Il primo cittadino ha espresso netta contrarietà per l'accaduto: « Ho appreso con stupore e amarezza della presenza del mio nome tra i firmatari – dichiara Simone Saporito –. È evidente che non avrei mai potuto sottoscrivere una petizione rivolta al sindaco, cioè a me stesso. Si tratta di un fatto gravissimo, che oltrepassa il legittimo diritto di critica politica e che merita gli opportuni approfondimenti nelle sedi competenti».
Saporito ha poi rimarcato l'importanza delle regole democratiche: « Le petizioni popolari sono uno strumento importante di partecipazione, ma devono rispettare i crismi previsti dalla legge. Diversamente si rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e di svilire il confronto pubblico».
La replica sulla viabilità e il metodo amministrativo
L’Amministrazione ha respinto con fermezza l’accusa che il provvedimento relativo all’istituzione del senso unico in via Assunta, nel quartiere San Francesco, sia stato una decisione imposta unilateralmente. «Non ci siamo svegliati una mattina decidendo arbitrariamente di modificare la viabilità – precisa il sindaco –. Il provvedimento è il risultato di incontri rionali pubblici, svolti non solo a San Francesco ma anche in altre zone del territorio comunale e nelle frazioni, durante i quali abbiamo ascoltato direttamente i cittadini, raccolto suggerimenti, osservazioni e anche critiche costruttive». Tali incontri, ricorda il primo cittadino, sono stati documentati e resi pubblici per garantire la massima trasparenza amministrativa. «Il nostro metodo è sempre stato quello del confronto diretto e tracciabile. Abbiamo spiegato i progetti in corso, gli interventi programmati e quelli in fase di cantierizzazione, mettendoci a disposizione della comunità».
Il richiamo alla responsabilità e le vie legali
Il sindaco non ha risparmiato critiche alla responsabilità politica dei promotori dell'iniziativa: «Chi ha amministrato per otto anni dovrebbe conoscere bene le regole che disciplinano gli atti pubblici e le forme di partecipazione. Se si sceglie di avviare una raccolta firme, questa deve essere condotta nel rispetto della normativa e della correttezza istituzionale».
La contrapposizione politica, secondo Saporito, non può superare determinati limiti: «La critica è legittima e fa parte della dialettica amministrativa. Tuttavia, quando emergono firme incomplete, nominativi di minorenni o addirittura firme che appaiono apocrife, non siamo più nel campo del confronto politico, ma in una dimensione che può assumere rilievo giuridico».
Per tutelare l’Ente e la comunità di Petilia Policastro, l’Amministrazione si riserva ora di trasmettere la documentazione alle autorità competenti affinché vengano svolte le opportune verifiche.
Il sindaco ha concluso con un messaggio alla città: «Petilia Policastro merita serietà, trasparenza e amore autentico per la cosa pubblica – conclude Saporito –. Amministrare significa agire nell’interesse esclusivo della collettività, senza secondi fini personali, familiari o di parte. Continueremo a lavorare con questo spirito, ascoltando i cittadini e assumendo decisioni motivate e condivise, nel rispetto della legge e delle istituzioni».

