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SIENA La commissione parlamentare d'inchiesta bis sulla morte di David Rossi ha ascoltato stamani il collaboratore di giustizia Salvatore Cortese: l'audizione si è svolta in forma protetta. Originario di Cutro. Cortese è stato un fedelissimo di Nicolino Grande Aracri, il boss a capo dell'omonima cosca, partecipando attivamente alle dinamiche di potere del clan.

Intorno al 2008, Cortese ha deciso di rompere il vincolo dell'omertà e collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia (Dda). Le sue deposizioni sono state fondamentali in numerosi processi, in particolare nel processo Aemilia (il più grande processo contro la 'ndrangheta nel Nord Italia). 

In questi anni, Cortese ha svelato i meccanismi di infiltrazione mafiosa a Reggio Emilia e dintorni, spiegando come i clan gestivano affari, appalti e smaltimento illecito di rifiuti. Cortese è noto per la sua "memoria di ferro", che gli ha permesso di ricostruire decenni di omicidi, incontri tra boss in carcere e strategie di espansione economica del gruppo Grande Aracri.

Si apre adesso un nuvo capitolo nella sua collaborazione con la giustizia italiana. Secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione parlamentare, Gianluca Vinci, «è stata un'audizione molto utile per comprendere la centralità del denaro contante nelle operazioni illecite della 'ndrangheta nel tessuto economico della bassa mantovana e reggiana con riguardo a filiali a Viadana».

Cortese, osserva Vinci, «in particolare ha chiarito che i 100mila euro dati in disponibilità immediata ad alcuni malavitosi da direttori di banca definiti “compiacenti”, non erano un prestito ufficiale della banca ma denaro contante che i direttori consegnavano agli affiliati per poi farli rientrare poco dopo in filiale sempre senza tracciabilità», ha spiegato Vinci. 

«In merito alla filiale della Banca di Puglia e Basilicata di Viadana, secondo quanto dichiarato da Cortese, sembra essere proprio la filiale individuata come quella del libretto al portatore riconducibile al numero 4099099, lo stesso rinvenuto sul cellulare di Rossi. Valuteremo se avere una conferma diretta da Cortese tramite un suo sopralluogo, visto che ci ha riferito di saperci tornare con certezza», ha concluso Vinci. 

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