L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato
Vincenzo Voce che riferisce in consiglio sulla comunicazione di Eni
Vincenzo Voce che riferisce in consiglio sulla comunicazione di Eni

CROTONE La comunità cittadina si stringe attorno al ricordo di Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. A farsi interprete dei sentimenti di profonda commozione ed estrema vicinanza dell’intera città è stato il primo cittadino, Vincenzo Voce, che ha affidato a una nota ufficiale la propria riflessione sul dramma vissuto dalla giovane donna e sul valore della sua testimonianza umana ed etica.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026

Il racconto di un dramma intimo legato al contrasto alle mafie

Nel descrivere l’impatto della notizia, il sindaco ha rimarcato la gravità del dolore che colpisce il territorio e le motivazioni profonde legate a questo ennesimo dramma umano: «La notizia della morte di Denise ci lascia un dolore profondo, perché dietro questa tragedia c’è la storia di una figlia che ha conosciuto troppo presto e troppo da vicino la violenza della criminalità organizzata». Si tratta della vicenda di «una figlia che ha perso la propria madre, Lea Garofalo, per una scelta di libertà e di amore».

Il sacrificio della madre e la testimonianza della figlia

Il ricordo si sposta quindi sulla scelta di rottura compiuta da Lea Garofalo nei confronti dei contesti mafiosi: «Lea aveva scelto di non piegarsi. Aveva scelto di parlare, di proteggere Denise, di cercare per entrambe una vita diversa». Richiamando direttamente una celebre affermazione della donna, il primo cittadino evidenzia: «»Parlo per amore di mia figlia«, disse. In quelle parole c’è tutta la forza di una madre e, purtroppo, anche tutta la drammaticità della storia che ne è seguita». Un’eredità morale pesante che la giovane ha portato con sé nel tempo: «Denise ha portato dentro di sé quel dolore per tutta la vita. Nel giorno dei funerali della sua mamma, nascosta dietro una finestra, affidò a tutti noi parole che non possiamo dimenticare. Parole di amore, di riconoscenza, ma anche di una sofferenza che nessuno dovrebbe mai essere costretto a vivere».

La vicinanza delle istituzioni e la memoria collettiva

Di fronte alla scomparsa della giovane donna, la rappresentanza istituzionale si stringe attorno ai cari della vittima e alla rete sociale che l’ha sostenuta negli anni: «Oggi, davanti alla sua morte, esprimo la mia vicinanza e di tutta la comunità cittadina a chi le ha voluto bene e a tutti coloro che in questi anni le sono stati accanto». L’auspicio e l’impegno sono quelli di restituire al percorso di Denise un valore che vada oltre la pura cronaca della tragedia: «Ma Denise non deve essere solo ricordata per la tragedia che ha attraversato. Vogliamo ricordarla come una giovane donna che ha portato sulle proprie spalle una storia più grande di lei e che, suo malgrado, è diventata parte della memoria del nostro territorio».

L’appello per una responsabilità comunitaria nel solco della libertà

In conclusione, la nota sottolinea l’esigenza di trasformare il lutto in un momento di consapevolezza civile e di reale accoglienza: «La sua morte ci lascia un dolore che non può essere archiviato con una semplice commemorazione. Ci chiede di continuare a interrogarci, di costruire comunità capaci di accogliere, proteggere e dare una possibilità concreta a chi sceglie la libertà». Un saluto solenne chiude il messaggio istituzionale, legando indissolubilmente il destino di Denise a quello di chiunque lotti per affrancarsi dalla violenza: «Alla memoria di Denise rivolgo il mio pensiero più affettuoso. La comunità di Crotone si stringe attorno al suo ricordo. La sua storia non sarà dimenticata. Il sacrificio di sua madre non sarà dimenticato. Le parole di Denise pronunciate tanti anni fa, con la voce spezzata dal dolore, continueranno a parlare a tutti noi. Per tutte le persone che ancora oggi cercano la forza di dire no. Perché nessuno debba più pagare con la propria vita il prezzo di essere libero».

Cotronei, nasce "Intesa civica", l'alternativa di governo ad Ammirati
Asp Crotone, Gerardo Licciardi alla guida del Distretto sanitario unico