L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Presenta uno strano scollamento il muro di contenimento di viale Magna Graecia dove il 5 aprile 2018 si consumò la terribile tragedia della morte di tre operai. In una delle “lastre” il muro di contenimento sembra essere interessato dal “principio di ribaltamento”. 

Se così dovesse essere quel pezzo di muro sta ruotando verso la spiaggia e il rischio potrebbe essere rappresentato da un nuovo crollo, dopo quello che ha tolto la vita ai tre operai nel 2018. Il dubbio nasce anche dal fatto che sono visibili lastre di cemento non allineate: una delle due è leggermente più avanti dell’altra. 

Magari è solo un timore privo di fondamento considerato che, al momento della consegna dell’opera, è stato redatto il certificato di regolare esecuzione e il collaudo tecnico. Senza questi due documenti la ditta che ha eseguito l’opera non avrebbe potuto incassare l’ultima trance dei fondi destinati alla realizzazione del muro.

Sotto il muro, sulla spiaggia sono visibili resti in lavorazione di cemento che non rappresentano uno spettacolo decoroso. Non è, al momento, possibile stabilire se quella “spazzatura” sia stata abbandonata da chi ha eseguito i lavori o è stata trasportata da ignoti, che hanno scelto quel tratto di spiaggia per creare una discarica abusiva di rifiuti speciali. La classificazione dei rifiuti derivanti da attività edilizie non identifica questo tipo di “spazzatura” tra i rifiuti solidi urbani. Questi rifiuti sono classificati speciali e vanno conferiti in apposite discariche.

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