L'arte bianca
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CROTONE «La Uil Fpl Calabria attraverso una specifica analisi nel 2024 ha evidenziato l'emergenza aggressioni in sanità in Calabria lanciando una campagna di sensibilizzazione e proposte operative. Evidentemente anche le modifiche legislative che hanno reso possibile l'arresto in flagranza di reato e in generale l'intensificarsi delle pene non hanno probabilmente sortito l'effetto desiderato, se si pensa ai recenti accadimenti». È quanto scrive il segretario generale della Uil Fpl, Walter Bloise, in relazione all'aggressione di un medico cardiologo avvenuta presso l'ospedale di Crotone.

«Nel 2024, la Regione Calabria – ricorda Bloise - ha registrato 49 episodi (con 63 operatori coinvolti) di violenza contro gli operatori sanitari nel settore pubblico. Nel 2025 e 2026 i casi sono in aumento. L'ultimo caso si è verificato proprio nei giorni scorsi a Crotone dove un cardiologo è stato aggredito in reparto. Episodio grave avvenuto durante l'esercizio delle proprie mansioni al servizio delle persone».

Il segretario generale della Uil Fpl Walter Bloise ritiene che «oltre alle misure sanzionatorie è fondamentale la prevenzione, a partire dai corsi di formazione per la gestione delle situazioni di conflitto con gli utenti, all'adeguamento del Dvr, al rafforzamento di presidi di vigilanza, al supporto psicologico agli operatori e all'utenza, fino alla necessità di garantire la tutela legale gratuita da parte delle Aziende sanitarie, che devono costituirsi parte civile. Bisogna inoltre in generale potenziare servizi ed assunzioni».

In riferimento agli ultimi fatti di cronaca, Bloise aggiunge che «è necessario estendere il concetto di sicurezza alla tutela di medici, infermieri, operatori sanitari e tutti coloro che lavorano in Sanità, sempre più spesso vittime di aggressioni nei luoghi di lavoro. Proteggere chi ci cura è un imperativo morale e un diritto fondamentale che si inserisce perfettamente nella battaglia più ampia della Uil per la sicurezza in ogni ambito lavorativo».

«La sicurezza degli operatori sanitari – sottolinea il comunicato - è un diritto imprescindibile e la loro protezione deve essere una priorità per l'intera comunità. Bisogna sensibilizzare la popolazione sull'importanza del rispetto verso i medici, gli infermieri, gli Oss e tutti coloro che lavorano in sanità, figure essenziali per la salute pubblica, che sempre più spesso subiscono episodi di violenza nei luoghi di lavoro. "Difendere chi ti cura è difendere te stesso". Medici, infermieri e personale sanitario in genere lavorano ogni giorno per salvaguardare la salute della comunità, ma sono sempre più spesso vittime di aggressioni fisiche e verbali. Nessuno dovrebbe temere per la propria incolumità mentre svolge un lavoro così importante».

«È necessario, ancora, chiedere l'istituzione e il potenziamento – auspica Bloise - dei posti fissi di polizia negli ospedali della Calabria, allungando i tempi operativi e garantendo una presenza continua che assicuri la sicurezza del personale sanitario e dei pazienti. "Un posto di polizia in ogni ospedale per fermare la violenza". Accendiamo ancora una volta un faro su un problema che ha visto un incremento in Calabria delle aggressioni con il coinvolgimento di 36 operatori nel 2021, 43 nel 2022, 57 nel 2023 e 63 nel 2024.

«I dati dell'Osservatorio nazionale – conclude Bloise - sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (Onseps) segnalano la necessità di una immediata presa di posizione delle istituzioni per fermare la degenerazione di tale fenomeno. Esprimiamo la piena vicinanza e la solidarietà al Medico per quanto accaduto a Crotone e chiediamo con forza all'Azienda Sanitaria di intervenire. Proteggiamo chi ci protegge».


 


 

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