Cirò Marina, igiene ambientale in crisi: proclamato lo stato di agitazione
Sicurezza a rischio, Dpi mancanti e stipendi in ritardo: la sigla Confial avvia le procedure di raffreddamento e chiede un tavolo urgente per tutelare i lavoratori
CIRÒ MARINA Il settore dell’igiene ambientale a Cirò Marina scivola in una fase di profonda tensione. La Confial Crotone ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione, accendendo i riflettori su una serie di criticità che definisce ormai "non più tollerabili". Al centro della protesta non ci sono solo rivendicazioni salariali, ma un grido d'allarme che riguarda la pelle stessa degli operatori: la sicurezza sul lavoro.
Un principio non negoziabile
Per il sindacato, la tutela della salute non può essere oggetto di trattativa. In un comparto dove i rischi sono quotidiani — tra carichi pesanti, traffico urbano e agenti atmosferici — la prevenzione dovrebbe essere il pilastro dell'organizzazione aziendale. Invece, secondo quanto denunciato da Giovanni Mungari, Responsabile Servizi Ambientali della Confial, la realtà dei fatti racconta una storia diversa e preoccupante.
Le criticità: dai Dpi ai mezzi obsoleti
Il quadro delineato dal sindacato è impietoso e tocca diversi punti nevralgici.
Dispositivi di Protezione (Dpi) Viene segnalata la mancata fornitura di guanti e attrezzature essenziali. "Situazioni inaccettabili — denuncia il sindacato — con guanti usurati utilizzati per mesi senza alcuna sostituzione".
Alta Visibilità Grave la carenza di indumenti rifrangenti, un'assenza che espone i lavoratori al concreto rischio di investimento durante i turni stradali o in condizioni di scarsa luce.
Parco Mezzi I veicoli in dotazione vengono definiti "obsoleti e non conformi", aumentando la precarietà di un servizio già complesso.
Ritardi Retributivi: A completare lo scenario, il mancato rispetto delle scadenze per gli stipendi, in violazione di quanto previsto dal Ccnl di categoria.
Verso la mobilitazione
La sigla sindacale ha già attivato la procedura di raffreddamento e conciliazione, chiedendo una convocazione urgente tra le parti. L'obiettivo è trovare soluzioni immediate, ma il messaggio inviato all'azienda è chiaro: la disponibilità al dialogo non è un assegno in bianco.
"Quando si mette a rischio la sicurezza dei lavoratori, non si viola solo una norma: si manca di rispetto alla dignità e alla vita delle persone", conclude Giovanni Mungari.
Senza risposte concrete, la protesta è destinata a uscire dai tavoli tecnici per trasformarsi in sit-in e mobilitazioni pubbliche, con potenziali ripercussioni sulla regolarità del servizio di raccolta nel comune del crotonese.



