L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato
L'arte bianca
L'arte bianca
L'arte bianca
L'arte bianca

CROTONE La piazza è la stessa, ma sono cambiati molti dei sostenitori del sindaco Vincenzo Voce. Cinque anni e mezzo fa in piazza Marinai d’Italia a sostenere il candidato Voce non c’erano i partiti e nemmeno gli allora rappresentanti del movimento guidato da Vincenzo Sculco.

I partiti del centrodestra sostenevano il candidato a sindaco Antonio Manica, i partiti del centrosinistra si erano avvitati nella morsa del ragno che li aveva avvolti nella sua tela e stritolati, mentre la parte più rappresentativa dei 5 stelle sostenevano Voce riservatamente.

Cinque anni e sei mesi dopo Voce è tornato nella piazza in compagnia degli orfani di Sculco, nel frattempo divenuti i più convinti sostenitori del suo progetto, dei partiti del centrodestra orfani di quella parte di Forza Italia impigliata nel “Teorema” del procuratore di Crotone, Domenico Guarascio.

Sei liste in tutto: tre riconducibili direttamente a Voce, uno agli orfani di Sculco, uno ad un misto di FI e Democrazia è libertà e una a Fratelli d’Italia. A suonare la carica in piazza Marinai d’Italia dovrebbero esserci 192 candidati che aspirano a conquistare uno dei 32 seggi di consigliere comunale (21 dovrebbero andare alla coalizione vincente e 11 agli sconfitti).

È prevedibile che lo spoglio delle schede lascerà sul campo più delusi che scontenti in tutti gli schieramenti in campo. Rispetto a cinque anni e mezzo fa è cambiato lo scenario umano, ma anche l’organizzazione della campagna elettorale.

Cinque anni fa l’obiettivo era quello di sconfiggere il centrodestra perché, sulla carta era più forte dell’organizzazione di Voce, oggi si marcia a posizioni invertite. Non si gioca in attacco, ma in difesa di quello che si è costruito in anni di amministrazione.

Ci si difende da chi sui social ha lanciato critiche al progetto e anche da chi “si aspettava la roba che non ha avuto”. In un passaggio del suo intervento, che ha concluso la manifestazione, Voce ha puntato il dito contro coloro che lo avevano sostenuto e oggi lo attaccano facendo intendere che il cambio di casacca e di posizione sarebbe legato al fatto che avrebbero voluto incarichi e finanziamenti per le loro attività, che non ci sono stati perché è stata scelta la strada di difendere gli interessi della città a quella di sostenere bramosie private.

Agli elettori è stato chiesto di scegliere chi ha già maturato esperienze amministrative per impedire l’eventuale blocco delle attività messe in campo dall’amministrazione uscente. Sul palco di piazza Marinai d’Italia si sono esibiti i referenti delle sei liste.

A coordinare l’iniziativa è toccato a Sandro Cretella, vicesindaco e mente pensante del progetto Voce. Prima della conclusione di Voce ha parlato il consigliere regionale Segio Ferrari, coordinatore provinciale di FI. Ferrari ha restituito a Voce la promessa di restare sempre al suo fianco per sostenerlo, che il sindaco gli aveva fatto prima delle elezioni regionali.

Tanti interventi, ma nessun cenno all’operazione “Teorema”. Rispetto a cinque anni e mezzo fa, quando la manifestazione si è tenuta in una calda serata di fine estate, ieri sera pioveva. La cabala che dice a questo proposito?

Figc, violazioni amministative: il Crotone tra i 5 club della C deferiti