L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Cambio alla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone. Il direttore sanitario dell’Asp, Luigi Rossi, lascia la postazione da lunedì prossimo e il suo posto sarà preso dal direttore sanitario del “San Giovanni di Dio”, Lucio Cosentino. Questo si racconta con grande insistenza negli ambienti dell’Asp pitagorica. 

Rossi era stato nominato il 16 aprile del 2025 dall’allora commissario Monica Calamai, che ha lasciato Crotone per andare ad amministrare l’Ircss ospedaliera metropolitana di Genova. Sulle ragioni che avrebbero spinto Rossi a lasciare l’Asp di Crotone si racconta che non avrebbe avuto il gradimento dell’attuale direttore generale Antonio Graziano. Non è la prima volta che Cosentino viene chiamato a ricoprire la doppia carica di direttore generale dell’Asp di Crotone. Era già successo al tempo di Simona Carbone.

La differenza con l’attuale situazione sarebbe rappresentata dal fatto che, per la gestione della direzione sanitaria del “San Giovanni di Dio”, Cosentino si avvarrebbe dell’aiuto di un giovane medico in servizio presso l’Unità operativa di medicina. L’uscita di scena di Rossi avviene proprio nel momento in cui è scoppiata la patata bollente della rescissione del contratto di 29 tra infermieri e Oss. 

Un cataclisma che non è addebitabile alla gestione dell’Asp crotonese, bensì a quella di Azienda zero. Sullo sfondo resta da chiarire anche il futuro di Graziano che ha il contratto in scadenza il prossimo 31 maggio. Graziano sostiene che la Regione Calabria rinnoverà la sua permanenza a Crotone per almeno un altro mandato, ma ufficialmente non ci sono carte che certificano questa circostanza. 

Nei pochi mesi a Crotone Graziano avrebbe convinto Rossi a tornarsene in Toscana, ha proceduto nella pratica per l’apertura del servizio di emodinamica e ha fatto tanti annunci di buoni propositi, senza avere mai incontrato i sindacati che rappresentano la dirigenza medica. Emodinamica potrebbe essere prossima all’apertura delle attività, avendo contrattualizzato tre cardiologi da destinare a questo servizio.

A questo proposito i sindacati sostengono che, per fare funzionare il servizio, di emodinamisti ne occorrerebbero sette. Si tema che il servizio di Crotone possa fare la fine di Castrovillari, dove è stato aperto ed ha funzionato nell’arco di tempo della disponibilità degli emodinamisti. L’apertura di Emodinamica, in ogni caso, potrebbe essere un’anatra zoppa considerato che un paziente che, nel corso dell’intervento, dovesse avere bisogno dell’attività di un cardio chirurgo per l’insorgenza di eventuali criticità, non avrebbe possibilità di sopravvivere. Senza la presenza di cardiochirurgia alcuni pazienti sottoposti a coronografia rischierebbero la morte in caso di complicanze. 

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