L'arte bianca
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CROTONE Se Vincenzo Voce pensava di essere rieletto a furor di popolo aveva fatto i conti senza l’oste. L’oste c’è ed è rappresentato da ben tre candidati a sindaco: Giuseppe Trocino, Fabrizio Meo e Vito Barresi. Un oste che sta dimostrando una vitalità importante. 

Se sino a qualche settimana fa, anche i meno sgamati tra gli osservatori indicavano in Voce l’unico possibile vincitore della competizione elettorale per governare per i prossimi cinque anni Crotone, oggi anche i più raffinati studiosi della materia dicono che la partita per l’elezione del sindaco di Crotone è completamente aperta.

Segnali importanti, in questa direzione, sono arrivati dall’iniziativa tenutasi ieri presso il centro Dentalia, organizzata dal Campo progressista per l’apertura della campagna elettorale. Nel centro Dentalia c’erano tante presenze e non erano vacche di Fanfani (persone raccolte in ogni angolo della provincia per fare numero).

Nel centro Dentalia c’erano elettori veri che sono andati a dire a Trocino e agli elettori di Crotone che il 24 e 25 maggio prossimo la partita per disarcionare Voce si giocherà per vincerla e non per fare semplicemente una bella figura. Dal palco di Dentalia sono state annunciate le priorità programmatiche: lavoro e salute prima di ogni altra cosa.

Lavoro “pulito”, privo di veleni, per evitare che i giovani vadano via. La salute, invece, riguarda l’ambiente da bonificare e le strutture ospedaliere per assicurare le migliori cure a chi si è già ammalato. C’è stato anche qualche passaggio sul “Teorema”, che nelle ultime settimane ha sconvolto la politica facendo scattare misure cautelari per presunte mazzette che sarebbero state incassate proprio esercitando il ruolo amministrativo assegnato dalla politica (Forza Italia).

In questi termini (presunti affari gestiti svolgendo il ruolo amministrativo) “Teorema” è stato trattato negli interventi dei parlamentari Nico Stumpo e Peppe Provenzano, del Partito democratico, e dallo stesso Trocino. Il messaggio è stato inviato soprattutto a Voce che, sino ad oggi, non ha detto una sola sillaba sul “Teorema” messo in campo dalla Procura della Repubblica guidata da Domenico Guarascio.

Sino ad oggi non ci sono indagati del Comune di Crotone. La Guardia di Finanza, nella seconda trance dell’indagine, ha prelevato diverse carte al Comune. Voce, non indagato, qualcosa la deve dire anche perché con Fabio Manica, il maggiore degli indagati, prima che lo arrestassero aveva un forte rapporto di amicizia. Manica da commissario cittadino di FI stava già lavorando alla composizione della lista del partito che avrebbe appoggiato e sostenuto la rielezione di Voce. L’impressione è che ieri “Teorema” sia entrato a pieno titolo nel dibattito elettorale.

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