Caso eritroexchange, Asp Crotone rassicura i malati: cure garantite
Il dg Graziano respinge gli allarmismi sul San Giovanni di Dio: pronti a un tavolo tecnico con l'Associazione Thalassemici e attivato il trasporto protetto per Catanzaro
CROTONE Nessun disimpegno, nessuna carenza di programmazione, ma la rigorosa applicazione delle normative sanitarie regionali per garantire i massimi standard di sicurezza. La Direzione generale dell’Asp di Crotone interviene nel dibattito sollevatosi attorno all'interruzione della terapia di scambio eritrocitario (Eritroexchange) presso l'ospedale ‘San Giovanni di Dio’, esprimendo massima vicinanza ai pazienti affetti da anemia falciforme (drepanocitici) e all’Associazione Thalassemici Crotonese.
Il caso era emerso a seguito delle preoccupazioni manifestate sulla stampa locale relative alla disponibilità del trattamento terapeutico in loco. La replica dell’azienda sanitaria pitagorica, guidata dal direttore generale Antonio Graziano, non si è fatta attendere.
L’APPROVVIGIONAMENTO E I VINCOLI NORMATIVI
Dal resoconto dell'Asp emerge che la problematica nasce a monte, specificamente nel maggio 2024, quando l'azienda produttrice dei kit dedicati alla strumentazione in dotazione ha comunicato l'interruzione definitiva della loro produzione. In quel frangente, la struttura del Servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale (Simt) si è mossa tempestivamente acquistando sul mercato tutte le scorte residue disponibili, prolungando così le attività il più a lungo possibile.
L’impossibilità di aggiornare la tecnologia all'interno del presidio crotonese è legata alla sua classificazione strutturale: Crotone è un ospedale Spoke, deputato per legge a procedure assistenziali di primo livello. L'introduzione di nuovi sistemi richiederebbe l'acquisto di macchinari inediti e un lungo percorso di formazione del personale, un investimento precluso dalle attuali reti trasfusionali. L'ultimo Rapporto di accreditamento del 1° dicembre 2025 ha infatti ribadito il diniego all'esecuzione di tali procedure di alta complessità e di aferesi curativa a Crotone, centralizzandole tassativamente presso l'Hub di riferimento dell'Azienda ospedaliera di Catanzaro.
TRASPARENZA E ACCESSO AGLI ATTI
La Direzione generale ha voluto spegnere sul nascere anche le polemiche sollevate da alcune sigle spontanee in merito a presunte richieste di accesso agli atti, precisando che non vi è alcuna necessità di ricorrere a procedure straordinarie o autorizzative. Tutta la documentazione, i verbali e i provvedimenti amministrativi relativi alle forniture sono regolari, pubblici e già liberamente accessibili a chiunque ne abbia diritto, nel segno della massima trAsparenza aziendale.
IL PIANO DI SUPPORTO E I TRASPORTI PROTETTI
Per non gravare sui pazienti e sulle loro famiglie, l'Asp ha già predisposto una fitta rete di tutele logistiche. L'azienda ha annunciato che, non appena perverrà la richiesta formale da parte dell'Associazione Thalassemici Crotonese, verrà immediatamente convocato un tavolo tecnico di concertazione per individuare soluzioni condivise. Nel frattempo, l'Asp attiverà a proprie spese un servizio di trasporto sanitario secondario protetto da e per Catanzaro, sollevando i malati da ogni onere organizzativo ed economico.
LE PAROLE DEL DIRETTORE GENERALE
A suggellare l'impegno dell'azienda è lo stesso direttore generale dell'Asp di Crotone, Antonio Graziano, che ha rilasciato dichiarazioni tese a rasserenare gli animi e a tracciare la linea d'azione per il prossimo futuro:
“La salute dei nostri pazienti non è mai in discussione e la nostra vicinanza a chi soffre è totale”.
Il manager ha poi chiarito che l'azienda non intende limitarsi a un mero ruolo assistenziale sul piano della mobilità, ma si farà carico delle istanze del territorio per portarle direttamente ai massimi livelli decisionali della sanità calabrese:
“L’Asp di Crotone non si limiterà a gestire la logistica dei trAsporti, ma si farà parte attiva e portavoce delle istanze del territorio e dell'Associazione Thalassemici Crotonese presso i tavoli tecnici regionali. Lavoreremo in piena e costante sinergia con le istituzioni regionali per fare in modo che il percorso di cura di ogni singolo paziente sia sicuro, stabile e integrato nel miglior modo possibile”.
L'obiettivo dell'Asp, dunque, resta quello di trasformare un vincolo normativo di centralizzazione in un percorso assistenziale protetto, coordinato e privo di disagi per la delicata utenza dei pazienti cronici del territorio crotonese.




